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Un nuovo inizio OK, è tempo di cambiamenti. È ancora tutto un workinprogress, come dice chi parla bene, ma il blog ha cambiato grafica. Non che quella di prima avesse qualcosa che non andava, ma era ora di rinnovare...

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I Puffi su Radio24 La notizia l'ha già lanciata il sempre attento GG… Mi limito, quindi, a linkare l’articolo su afNews, e a ricordare, a chi fosse interessato, che domani, 7 ottobre, dalle ore 10 alle ore 11 (circa),...

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La Apple che verrà Quando stamattina ho acceso il computer per stampare i biglietti del treno, sul sito Apple-dot-com campeggiava una grande foto di Steve Jobs. La notizia avrà già fatto il giro del mondo, e si parlerà...

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Giù il cappello R.i.p., iGenius.

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Auguri!

Category : Eventi, Vita

Un nuovo inizio

Category : Comunicazioni di servizio, Eventi

OK, è tempo di cambiamenti.

È ancora tutto un workinprogress, come dice chi parla bene, ma il blog ha cambiato grafica. Non che quella di prima avesse qualcosa che non andava, ma era ora di rinnovare e svecchiare un po’ il tutto. Lo so, la vigilia di Natale non è il momento ideale per riprendere in mano un blog, ma tanto non scrivo certo per il pubblico (i miei 25 lettori lo sanno…).

Per chi c’è… Facciamo un doppio brindisi?

Cheers!

I Puffi su Radio24

Category : Eventi, Lavoro

La notizia l’ha già lanciata il sempre attento GG

Mi limito, quindi, a linkare l’articolo su afNews, e a ricordare, a chi fosse interessato, che domani, 7 ottobre, dalle ore 10 alle ore 11 (circa), il buon vecchio Fabrizio Mazzotta e il sottoscritto saranno ospiti della trasmissione radiofonica e Melog, su Radio 24, condotta da Gianluca Nicoletti.

Di cosa parleremo? Di Puffi, ça va sans dire

La Apple che verrà

Category : On the road..., Tecnologia

Quando stamattina ho acceso il computer per stampare i biglietti del treno, sul sito Apple-dot-com campeggiava una grande foto di Steve Jobs.
La notizia avrà già fatto il giro del mondo, e si parlerà a lungo (spesso a sproposito) dell’iCeo…
Non che la sua dipartita sia una sorpresa: era malato da anni, finché, poco tempo fa, aveva dovuto lasciare la guida della sua Apple.

Jobs è stato un genio. Un imprenditore. Un geniale imprenditore.
Recentemente, Mike Abramsky aveva paragonato Jobs a Walt Disney ed Henry Ford. E, in effetti, è sensato.
Sarebbe troppo semplice ricordare i successi imprenditoriali di Jobs (reale e realistico, ma banale), il quasi fallimento di Apple nel breve periodo in cui era orfana del suo carismatico fondatore, o l’acume delle scelte che hanno portato la Pixar dov’è ora (o anche la decisione di riprendere a produrre – come Disney – film in 2D ad alto budget)…
Tutti grandi successi, che però non rendono giustizia a ciò che Jobs ha rappresentato per il mondo.
Con il vessillo del think different, Jobs ha portato non tanto i computer (campo in cui, numericamente, Apple è ancora una minoranza, anche se in crescita), quanto gli iDevice nelle case di famiglie di ceto medio (e medio basso), causando una rivoluzione tecnologica.
Ma non solo: in un’era in cui la pirateria digitale colpisce ogni settore dell’entertainment Jobs ha dimostrato che è possibile far pagare (poco, magari) i contenuti.
L’iCeo è diventato una figura mitica, quasi mistica, generando seguaci, più che utenti, e rendendo Apple un way of life.

Steve Jobs, proprio in virtù dell’impatto culturale del suo operato, lascia un vuoto immenso.
Vuoto che ha iniziato a colmare qualche anno fa, cominciando una serie di manovre che hanno portato all’inevitabile avvicendamento.
Non che sia semplice: parlando di Jobs viene in mente il motto l’état c’est moi di Luigi XIV… Ma Tim Cook è un ottimo manager, e farà bene (anche perché, nei fatti, gestisce Cupertino già da tempo…). Chiaramente, non è Jobs, che ha reso ogni keynote un evento unico, fatto di enfasi ed entusiasmo (senza eccessi, che non si addicono a un profeta…), con le sue sconfinate doti oratorie.
Temo che gli azionisti Apple oggi avranno come reazione la vendita, in blocco. Eppure, Cook farà bene. Non è facile immaginare una Apple senza Jobs, anche se, alla fin fine, la Apple è Jobs, perché plasmata sulla pelle del geniale iCeo.

Ma per queste considerazioni i sarà tempo. Oggi è, deve essere un giorno dedicato al ricordo di uno dei grandi uomini del nostro tempo.

Personalmente, lo ricordo così:

O, anche, così:
20111006-092919.jpg

Da oggi il mondo della tecnologia (e non solo) è più povero.
R.I.P., Mr. Jobs..

Giù il cappello

Category : Mala tempora currunt...


R.i.p., iGenius.

Sergio Bonelli

Category : Eventi, Mala tempora currunt...

Oggi tutti parlano di lui: in televisione, su internet, ovunque.
Sergio Bonelli è morto questa mattina. Un’era si è conclusa…
Di Bonelli mancheranno non solo la creatività e l’acume (come autore, come editore), ma anche la signorilità. Come lui, nel piccolo mondo del fumetto, sono rimasti in pochi.

Ho saputo della sua dipartita questa mattina, mezz’ora prima che il Corriere ne parlasse, mezz’ora prima di dare il primo, laconico annuncio su afNews, grazie alla telefonata di un amico.
Da allora, ho in mente questo post, che però non riuscivo a finalizzare… Un po’ per il tran-tran della vita quotidiana (che non si può fermare), un po’ per la sensazione di malessere. Perché, nella mia mente, Bonelli era (ed è, alla fin fine) immortale.

Oltre alle innumerevoli ore che ho passato leggendo suoi fumetti, ho uno splendido ricordo di Sergio Bonelli, come persona, anche se l’ho incontrato poche volte, perlopiù nei corridoi dei suoi uffici in via Buonarroti, o in quel di Rapallo…
Però c’è un aneddoto, in particolare, che ricorderò sempre.
Era la Mostra dei Cartoonists del 2005 (o del 2006), io ero entrato da poco nello staff di Carlo Chendi, ed ero un ragazzino, o poco più… Era il sabato dell’inaugurazione, e i cancelli del Castello erano ancora chiusi.
Ma Bonelli, come sempre, arrivò prima dell’apertura, per evitare la bolgia, e godersi con calma la mostra.
Io stavo terminando gli ultimi preparativi, e lui arrivò con un autore (che, tra l’altro, mi conosceva abbastanza bene, ma mi ignorò bellamente, troppo impegnato a importunarlo). Io feci un timido cenno di saluto, da distante.
Bonelli chiese scusa all’autore, si avvicinò porgendomi la mano e, chiamandomi per nome, mi chiese come stavo. Poche parole, di circostanza, una battuta, e poi passò a visitare la mostra.
Nulla di trascendentale, ma Sergio Bonelli, un colosso, ricordandosi dall’anno precedente chi ero, perse qualche minuto del suo tempo per salutare un ragazzino pieno di sogni (all’epoca, davvero, ero ben distante dalla parola «professionismo»). Lo ricorderò per sempre.

E gli incontri a Rapallo erano un must, ormai… Un paio di anni dopo gli chiesi se potevo scattargli una foto (quella che ho inserito in apertura di questo post), «per afNews, il sito di Gianfranco Goria».
La sua risposta (e si finse arrabbiato) fu «Mah, ne avrete già migliaia, ma se proprio deve… Prego, faccia!»… Dopodiché, ridendo, mi specificò «Scherzavo, eh»…

Vorrei scrivere tanto altro, ricordi, sensazioni… Ma rischierei di cadere nella retorica e nella banalità.
In quale direzione andrà la Sergio Bonelli Editore, ora, senza Sergio Bonelli, è un discorso interessante, che sarà sicuramente degno di nota.
Ma non oggi.
Oggi il silenzio è il modo migliore per salutare un uomo che ha lasciato un vuoto immenso, e che se n’è andato in punta di piedi, con la solita classe che lo contraddistingueva…

So long, signor Bonelli. Grazie di tutto!

Ventotene, 70 anni dopo

Category : Eventi, Politica

In questi giorni cade l’anniversario del documento Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto, meglio noto come Manifesto di Ventotene, il documento in cui venne teorizzato, per la prima volta, il concetto di Europa unita.

All’epoca, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi dimostrarono grande acume e lungimiranza, precorrendo i tempi in maniera assolutamente straordinaria (in un’Europa oppressa dai totalitarismi e devastata dalla guerra), intuendo quanto fosse necessario e, anzi, fondamentale che venisse abbandonata l’idea di Stato-Nazione, che si superassero gli egoismi ed egocentrismi nazionali. Il tutto, base della riuscita di un progetto ambizioso, straordinario, e – nei fatti, a oggi – non pienamente realizzato. Purtroppo.

Non era facile, all’epoca, cogliere i segnali di un’evoluzione necessaria (in virtù della crescente internazionalizzazione), che si allontanasse dai partiti politici tradizionali. Oggi il quadro è chiaro, la necessità pare evidente, eppure non si riesce ancora a dare il colpo d’ala necessario.

Nel settembre 1983, in un (applauditissimo) discorso al Parlamento Europeo, Altiero Spinelli raccontava del romanzo di Hemingway in cui un vecchio pescatore, dopo aver pescato il pesce più grosso della sua vita, tenta di portarlo a riva. Ma i pescecani, a poco a poco lo divorano, e, quando arriva in porto, non gli rimane che la lisca. Spinelli metteva in guardia i colleghi dal pericolo rappresentato da metaforici pescecani.

Ebbene, oggi l’impressione che si ha è che, in Europa, di Europa, sia rimasta soltanto una lisca. O poco più.

Càpita a fagiolo il comunicato rilasciato ieri dal Quirinale, in cui il presidente Napolitano, da sempre vicino a tematiche europee ed europeiste, ha dichiarato:

Sono convinto che le sfide da raccogliere in un mondo così profondamente mutato, a partire dai gravi problemi posti dalla crisi finanziaria eeconomica globale, richiamano al coraggio e alla lungimiranza che animarono Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e i pionieri dell’avventura europea. C’è bisogno oggi di un nuovo nutrimento di pensiero e di impegno per l’Europa unita, e c’è da dare prova di consapevolezza e determinazione sia sul fronte del movimento ideale e civile per l’unità europea sia su quello dell’azione politica e di governo. Possiamo contare sul ricco lascito delle idee e delle battaglie politche ispirate dal Manifesto di Ventotene per contrastare resistenze e persistenti esitazioni verso nuovi sviluppi del processo di integrazione e per orientarci verso il futuro

 

Parole sante.

I Puffi – in libreria

Category : Comunicazioni di servizio, Lavoro


Interrompo il momentaneo black-out del blog (troppo, troppo lavoro…) per segnalare che nei prossimi giorni arriverà finalmente in libreria I Puffi – Storia e successo degli strani ometti blu.
L’ultima fatica di Fabrizio Mazzotta e del sottoscritto, edita da Tunué, è un libro cui tengo molto per diverse ragioni, e che va a colmare un vuoto decisamente inconcepibile: nessuno, finora, aveva parlato dei Puffi in maniera analitica (in Italia, almeno). Con la levità propria della collana che ospita il titolo (Frizzz), con Fabrizio abbiamo cercato di dare spazio a curiosità, immagini poco note, e di essere, al contempo, divulgativi ma rigorosi, frizzanti ma esaustivi.

Segue una puffosa anteprima!

Come dite? Non riuscite ad aspettare di trovarlo in libreria? È semplice: Tunué ha un efficiente shop online, basta un click qui, e ve lo ritroverete a casa in men che non si dica, con – omaggio – una fetta di torta di puffbacche… (no, questa no, ma non è un problema, vero?)

Ci puffiamo presto…

Quando i Simpson fanno una parodia…

Category : Divertissements

A volte bastano poche scene, una buona sceneggiatura, la giusta regia, e il gioco è fatto.
Magari ci fossero più episodi ispirati come questa clip, nelle ultime stagioni.
Ma prossimamente ne parleremo… Per intanto, non potevo non postarlo!

via TVblog

Otto scene puffe

Category : Film

Ultimamente parlo spesso di cinema, e apprezzo sempre di più BadTaste. Proprio lì ho visto la notizia della diffusione di otto brevi clip (ciascuna un minuto c.a.) del prossimo venturo film puffo.

Potevo forse non riportarne almeno uno (tanto gli altri li trovate qui)? :)

Molto presto, comunque, potrò parlare più diffusamente del libro appena concluso (al momento in fase di revisione), scritto con l’amico Fabrizio Mazzotta (che, detto per inciso, non vedo l’ora di sentire nel film, e in particolare nella scena – riportata qui sotto – con Clumsy/Tontolone in bagno!)! :D

Dunque, stay tuned. Anzi, stay Tunuéd

 

Gioco di ombre!

Category : Film, Immagini

I sempre validi ragazzi di Badtaste segnalano prontamente le prime due locandine ufficiali di Sherlock Holmes: Gioco di Ombre, atteso (assolutamente!) sequel del bel film di Guy Ritchie.
Eccone una:

Ps: leggo che prima dell’ultimo Harry Potter saranno proiettati i trailer dei Puffi, Kung Fu Panda 2 e Sherlock Holmes… Posso dire che, vista la cagata che è stato HP 8, vedrò con maggiori aspettative i trailer, piuttosto che il film? :)
Pps: siccome le mie sfighe, ultimamente, non conoscono limite, il mio MacBook Pro è in riparazione. Sto testando WordPress per iPad: mi aspettavo decisamente di meglio. App macchinosa, poche funzioni e qualche bug. Peccato!

Dio, come ti amo!

Category : Lavoro

Non ne dovrei ancora parlare, lo so. Ma per una volta voglio precedere il mio storico compare.

Quindi mi limiterò a postare un disegno (vedi in basso), e qualche parola chiave.

Il sottoscritto ed Ennio Bufi.

Parlapà.

Makkox (scusate se è poco… E, no, non in veste di autore né di disegnatore. Non stavolta.).

Lucca Comics & Games 2011.

 

Curiosi, eh? Presto qualche dettaglio in più!

 

Diamo i numeri

Category : Comunicazioni di servizio, Lavoro

Diamo i numeri…

Se qualcuno si fosse chiesto che fine avessi fatto (non è capitato, lo so, ma mi piaceva iniziare così), penso che per una volta non servano parole, per rispondere.
Bastano delle cifre.
Perché oggi mi sono tolto lo sfizio di fare un veloce calcolo delle pagine che sono passate dalla mia scrivania, tra il 20 maggio e il 5 giugno (alcune, dunque, sono ancora qua): siamo a quota 2.546.
Lo so, non è che sia poi molto, ma… Considerando che le ho almeno lette tutte (oltre alla fase di lavorazione che talvolta ho seguito personalmente, e alla supervisione), e che ne ho scritte all’incirca altre 200, tra sceneggiature e saggi, direi che… Ok, ho bisogno di una pausa.
O, almeno, di demandare un po’.

Stay tuned…

Due parole

Category : Eventi, Politica

Gli amici Paguri riescono, come sempre, a rendere con sintetica efficacia il comune sentire.
Oggi più che mai.

P.S.: se poi vogliamo dirla tutta… Un 56,3% non è un risultato così esaltante (ahimé!). Certo, il quorum era l’obiettivo, e il quorum è stato raggiunto (con percentuali bulgare, tra “sì” e “no”), ma pensare che il 43,7% degli italiani (!!!) se ne sia bellamente fregato di tematiche come il nucleare, l’acqua o il legittimo impedimento… Be’, non mi pare sia così incoraggiante. A onor del vero, non pensavo che il 56,3% di noi usasse il cervello, eh…
Vabbè, bando alle riflessioni.
Oggi si festeggia. :)